martedì 1 settembre 2015

Trail della Valgandino

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Il "Trail della Valgandino" una gara alla sua prima edizione proposta dai Runners Val Seriana e mi ha incuriosito visto il rapporto distanza/dislivello e così ho deciso di iscrivermi. Purtroppo la teoria era ben diversa dalla pratica una volta in gara. Nonostante questo ho cercato di correrlo bene uguale e "credo" di esserci riuscito.

Andiamo per gradi e spieghiamo prima il perché sono rimasto inizialmente con l'amaro in bocca e la delusione. Mi ero iscritto per fare un trail ed invece sono stati circa 23km complessivi con solamente 5-6km di sentiero e tutto il resto su strada. Inoltre nella prima decina abbiamo incontrato diverse auto. L'amaro in bocca è durato poco - forse metà gara - perchè poi ho capito che le cose stavano cambiando in bene.

... pronti
... partenza
... VIA!

Sintesi: Si parte su asfalto e la speranza di prendere subito un sentiero è forte, ma nulla da fare. Passa il primo, il secondo e l'ennesimo e noi ancora su strada.

Nel mentre le gambe cominciano a dare segnali del lungo in bici da corsa del sabato, ma dopo qualche minuto o le ho messe a tacere del tutto o ignorate.

Ok, mantieni la calma e non pensare alla suola delle tue "La Sportiva Bushido" che la starai consumando su asfalto. Cerca pensieri positivi come il fatto di avere preparato il passatore bene e di sapere correre in salita.

Affronto la salita col mio passettino tranquillo e vedo che continuo a superare diverse persone. Il tutto prosegue bene sino all'undicesimo chilometro ( e mezzo) quando si arriva su sterrato sul falso piano centrale.  Le gambe stanno bene e prendono subito il controllo del ritmo che si alza. Si passano altri runners ed il divertimento in discesa è esponenziale su sterrato.

Il ritmo lo sento alzarsi ad ogni sorpasso e la sicurezza in discesa c'è e mi spingo a fare dei sorpassi o passaggi che normalmente avrei evitato.

La gara e breve, i chilometri scorrono e gli avversari diventano sempre meno ed i pochi davanti che sono entrati nel mirino sono stati tutti raggiunti, presi e superati. Il sentiero scende e di colpo un cartello "discesa impegnativa" ci mette in allerta. In effetti l'attenzione prestata è aumentata di colpo, ma anche li sono riuscito a fare un sorpasso col qualche rischio di più.

Ormai ci siamo, sento l'arrivo vicino. Si torna in strada nel paese. Altri runners davanti e vado all'attacco. La gamba spinge bene e le chiedo di aumentare il ritmo visto che ormai ci siamo e non mi aspetto salite.

L'arrivo è li davanti a me e sono da solo. Le braccia salgono al cielo per la mia felicità di come ho corso.

Taglio il traguardo. Sapevo di avere fatto una bella corsa per me stesso. Sapevo anche di avere impresso / tatuata la felicità in volto. Stavo benissimo, non sentivo stanchezza ed ero lucido.

Vado verso il ristoro e - stranamente - comincio a mangiare. Arrivano altri runners con cui ho corso e mi hanno fermato per stringere mano e complimentarsi.  Il cibo scende che è un piacere il che significa solamente una cosa: non l'ho tirata a tutta! In quel caso avrei avuto lo stomaco chiuso e rigetto per il cibo.

Di questa corsa voglio ricordare ben altro rispetto alla definizione "pseudo trail" che le ho dato durante e poco dopo.


Post gara: Giuro che non so come sia successo domenica. Ho ignorato tutto. Ho ascoltato me, le mie sensazioni e l'istinto su dove " difendere / attaccare " e sono arrivato che stavo benissimo nonostante il risultato!  Non credevo di avere un corpo una gara così eppure l'avevo e l'ho dimostrato a me stesso! Non sarò mai "top runner" nel senso vero, ma ho gestito al meglio la corsa riuscendo sia a difendere la posizione in discesa ed attaccare nel mentre! La vera scoperta sensazionale viene dopo mentre attendo i miei amici. Chiedo per curiosità la mia posizione e scopro DICIOTTESIMO UOMO E VENTESIMO ASSOLUTO ... MA VIENI ... NON CI CREDO!!!  Sono stato in uno "stato d'ansia" sino all'uscita della classifica. Non mi sembrava vero. La classifica e la posizione è stato solamente un di più. A me è bastato sapere di avere fatto una gran gara per me. Poi lasciamo parlare anche i numeri, ma è stato un di più!

Altro da dire? SI! Assolutamente un grazie finisce dritto ad una persona in particolare che mi ha fatto capire con enorme fatica ed impegno da parte sua che le discese non sono pericolose. C'è da interpretarle, da sentirsi sicuro e da farsi trasportare da loro. Attaccare in salita è facile, ma poi mantenere/difendere la posizione in discesa si è capaci? Domenica ho addirittura attaccato e guadagnato posizioni. Diciamo che " l'imparante Trail " dovrebbe ritenersi soddisfatta del lavoro svolto anche se il terreno di gara era facile.  Penso che farò ancora gare simili ( corte e veloci ) in montagna perchè sono veramente divertenti a differenza di quelle su strada e speriamo di avere buona compagnia soprattutto nelle discese ;)

Suunto Movies della gara:


Attività su strava:

lunedì 3 agosto 2015

La conquista del Gran Trail Orobie (GTO)

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Il GTO una gara che mi ero promesso e ripromesso di non fare e sino all'ultimo ero stato fedele a questa idea. Tornato dal Cortina Trail quel maledetto tarlo si è insediato nuovamente nella mia testa e così in modalità last minute mi sono iscritto a questa nuova avventura.

Cos'è il GTO?  Il Gran trail Orobie è una gara con uno sviluppo di 70 km con 4200 metri di dislivello positivo. Partenza da Carona, Val Brembana (BG) e arrivo a Bergamo – Città Alta con tempo massimo di percorrenza di 26 ore. 1 – 2 agosto 2015. Numero massimo partecipanti: 1000. Vale 2 punti I-tra certificati ed è qualificante per tutte le gare dell’Ultra-Trail du Mont Blanc

Sino a qua sembra tutto bello e semplice, ma poi vedendo l'altimetria ti viene spontaneo capire quanto sarà elevato il divertimento. Ogni volta che vedevo passare il video della "gara completa" (=ovvero dell'OUT - Orobie Ultra Trail) mi prendeva male e così ho capito che volevo provare ad andare a prendermi questo sogno lungo 70km.


La sfiga ovviamente arriva sempre nel momento migliore e senza preavviso. Era un sabato come tanti, era il quattro luglio e sono andato a fare un allenamento al Rifugio Curò e dintorni. Nella discesa finale un qualcosa è andato storto e sono seriamente volato facendomi parecchio male al ginocchio con quasi 3 settimane di fermo. Ho "corso" al massimo una decina di chilometri prima del GTO e devo dire che il ginocchio ha recuperato bene anche se non del tutto.

Prima di cominciare il lungo racconto vorrei dire quello che è giusto e doveroso su questa manifestazione:

Questa manifestazione era alla prima edizione e definirla SPETTACOLARE è poco a confronto. La macchina organizzativa è stata perfetta e noi atleti al sicuro durante la gara. I volontari sono stati qualcosa di unico e raro sia in termini di disponibilità ai ristori che in termini umani mettendoci sempre a nostro agio facendoci dimentcare la fatica, il meteo, la pioggia incessante, i chilometri fatti ed ancora quelli da fare. Non sapevano davvero più cosa fare per noi e di questo vi sarò grato dal primo all'ultimo! Quello che non mi aspettavo , ma ho apprezzato infinitamente  è stato il tifo di tantissima gente sul percorso nonostante la pioggia! Cosa posso dirvi? FATE IL GTO NON VI PENTIRETE!

Evito di metterlo in fondo in quanto magari una persona non arriva a leggerlo.

Arriviamo alla gara? Io fermo dalla corsa ed il tempo scorreva. L'ansia saliva perchè 70km non sono pochi e lo stare fermo aumentava la difficoltà. Fine luglio è arrivato  e questo significava solo una cosa: il week-end del GTO è arrivato! Il venerdì si effettua a Bergamo il ritiro del pettorale, controllo materiale obbligatorio e si incontrano amici con cui parlare dopo diverso tempo. Finito tutto si ritorna a casa per una "cena consistente" e poi a nanna presto vista la sequenza di sveglie puntate (02:55 / 03:00 / 03:05 ) per la mattina!

Suona la sveglia e mi alzo subito alla prima senza il minimo problema. Colazione abbondante (tanto avevo quasi cinque ore per digerirla ) e poi si parte verso Bergamo per parcheggiare l'auto ed arrivare alla partenza della navetta per Carona puntuale. Nel viaggio in pullman ho chiuso gli occhi per riposare un minimo ed arrivati al risveglio vedo piovere. Comincia bene la giornata è stato il mio pensiero, ma ovviamente non sapevo che poi sarebbe finita molto peggio! In attesa della partenza siamo entrati nel bar di Carona e nel mentre la pioggia è aumentata parecchio tanto che la nostra partenza è stata rinviata di 25 minuti causa meteo pessimo in quota e nel mentre la gara lunga era stata sospesa per motivi di sicurezza.

L'attesa della gara è snervante. Per me è la distanza più lunga in montagna a cui mi sono sottoposto come prova ed il meteo non la renderà facile. Conosco la prima metà della gara come sentieri anche se mai provati a pieno ritmo e/o con l'ottica di farli bene e so bene che la "passeggiata" verrà complicata!

Si procede alla spunta dei numeri, i secondi sembrano diventare eterni e poi improvvisamente arriva il conto alla rovescia. Raccontare questo Viaggio non sarà facile in quanto lungo, personale ed intimo.

La corsa inizia con un giro di Carona per sfolciare il gruppo in vista della prima salita.  Ho deciso di non partire a tutta su asfalto per risparmiare le energie avendo davanti ancora parecchio e questo l'ho pagato restando imbottigliato nella prima salita. Si sale facile, enza grossi problemi se non il caos ed il rischio di venire arpionati da chi usa i bastoncini a cavolo senza criterio. Il primo obiettivo era il rifugio dei Laghi gemelli. Ho deciso di non guarda la gara nei suoi 70km, ma d ristoro in ristoro. Si arriva ai gemelli finalmente. Entro nel ristoro, integro liquidi e prima di partire saluto degli amici. Una volta fuori dal ristoro tengo a mente quanto manca al prossimo ristoro. Che il viaggio verso l'Alpe Corte abbia inizio.

Conoscevo il tratto che mi aspettava: bella salita, ma odio parecchio quella discesa. Ad un certo punto ho dovuto "cedere" al meteo e tirare fuori la giacca anti vento/acqua per coprirmi e tra qualche metti e togli sarà mia fedele alleata sino al campo base del Selvino, ma non andiamo troppo oltre. Si arriva in cima al Passo Gemelli e la visibilità non è delle migliori. Si comincia a scendere e non amando questa discesa l'umore non era dei migliori. Fortunatamente esco bene dal pezzo brutto e buona parte in compagnia di una ragazza così vola via prima. Ormai siamo verso il prossimo rifugio e da qua il sentiero diventa migliore. Non c'è da scherzare ugualmente in quanto è scivoloso in alcuni tratti. Siamo nemmeno al quattordicesimo chilometro e la strada è davvero tanto. Il rifugio - ed il ristoro - diventa presto una realtà e mentalmente ci si rilassa mangiando in compagnia.

Ora bisogna andare a Capanna 2000 e sono circa 6km. Conosco circa metà della strada e l'altra la scoprirò tra poco. Andare sino al lago Branchino mi ha riportato alla mente un sacco di ricordi di quando ero bambino. Mi sono ricordato anche dello scorso anno quando i cani di una cascina mi hanno inseguito e mi sono catapultato come non mai in quella discesa senza raggiungere il laghetto. Ormai si entra in una zona ignota. Il tratto sino a Zambla non l'avevo provato causa infortunio. Nonostante tutto scorre via velocemente e parzialmente fatto in compagnia di amici. Stavo bene, ma dovevo frenarmi. Non volevo stancarmi troppo e/o farmi male in discesa. Ormai pensavo solo a Capanna 2000 dove avevo "un appuntamento" con una mia amica. Arrivare al ristoro ed entrare nel rifugio al caldo è stato qualcosa di magico. Non sarei più voluto uscire. Una chiacchierata con un mio amico e poi fuori. Apro la porta e vedo la pioggia: forza e coraggio, tanto oggi non sarà clemente il clima!

Mantieni la calma e pensa che tra undici chilometri sarai alla base di zambla e potrai mangiare un "pasto degno di nota" conosci parte del sentiero e sai che è facile. Infatti, il problema però è stato il tratto a me ignoto.  Si scivolava e stare in equilibrio non era spontaneo. Al momento qualche lamento l'ho fatto, ma solo perchè non sapevo cosa avrei vissuto a poche ore di distanza! Finalmente mi porto verso il Grem e da lì ci si comincia a divertire. Prima una discesa e poi un bel sentiero corribile ed in questo modo i chilometri diminuiscono in maniera rapida. Ormai mi trovo a fare il tira e molla coi miei amici ed ora comincia a fare dei pezzi assieme sino al campo base. Ci sentiamo dire "200 metri e così ci mettiamo a correre" ed invece era uno scherzo. Si arriva tra la gente al passo di Zambla. Un passo a me non indifferente ed a cui sono legato particolarmente nella mia vita.

Ormai al campo base manca davvero poco. Dai che tra poco si mangia qualcosa di caldo! Prima di entrare veniamo fermati per il controllo del materiale obbligatorio. Prima volta che mi succedeva. L'avevo sempre letto, ma mai vissuta come esperienza. Segno di enorme professionalità da parte degli organizzatori a mio avviso. Non avevo dubbi sul passare il controllo visto che avevo dentro lo zaino l'universo di materiale oltre a quello obbligatorio, ma un filo d'ansia è venuta. Ok, controllo passato ed ora si mangia: un piatto di pasta in bianco con del grana! Probabilmente da casa verrà da ridere, ma vi assicuro che non ho mai amato un piatto così come in quel momento! Ovviamente oltre al primo mangio altro come in tutti i ristori precedenti, non scherziamo! Riempio le borracce, bevo ancora e si parte.  Prima di uscire sento un amico dire "la prossima pasta sarà al Selvino e visto l'orario sarà la nostra cena" e mentalmente la stavo pregustando!  Calma ragazzo, al selvino mancano ancora una ventina di chilometri ed hai in mezzo ancora tre ristori!

Esco dalla base vita di Zambla e comincio a correre per portarmi avanti. Davanti a me l'ultima salita impegnativa della giornata. Comincio la salita ed il ginocchio mi da una lieve noia. Che faccio? Vado avanti o torno indietro? Un ragazzo del Carvico Sky Running mi spiega che finita questa è uno scollinare semplice di 16km e si arriva a Selvino. Mi fido e tengo duro sino alla cima e nel mentre vengo ripreso dai miei amici. Finalmente in cima e non mi sembrava vero. Mi fermo un attimo a bere e mangiare. Riparto con la discesa e finisco a terra quasi da fermo. Non male vero? Sento dire che il ristoro è vicino, speriamo bene. Ho voglia di bere qualcosa di caldo. In meno che non si dica il ristoro è arrivato e si beve riposandosi un attimo.

Si riparte con circa quattro chilometri per il ristoro successivo. Credo sia stata l'idea di potere mangiare qualcosa in quel ristoro  a motivarmi ad andare avanti. Il tratto di sentiero - sperando di non confonderlo -  non era per nulla male e si è fatto correre volentieri. Sarà l'effetto seconda metà e tratti più corribili, ma ho cominciato a fare sorpassi senza grossi problemi. In effetti è arrivato subito il ristoro.  Esco dal ristoro convinto di trovare il prossimo tra 4km ed invece poi scoprirò essere quasi 7km.

Andiamo, manca solo un ristoro e poi c'è selvino! Si scende, si risale, si riscende, si risale e poi c'è il ristoro cosa c'è di più semplice? In teoria è andato tutto come da programma, tranne il boschetto in salita che sotto l'acqua cominciava a pesare parecchio. A questo metti il ristoro che non hai trovato dove ti aspettavi di trovarlo e mentalmente ha cominciato a pesare. Faccio un tratto "in compagnia" di una ragazza straniera che poi - causa pausa idrica mia - perdo di vista sino a dopo il ristoro. Esco dal boschetto e vedo un signore. Chiedo del ristoro e mi dice che è poco più avanti. Speriamo sia vero perchè vorrei avere un punto di riferimento. Eccolo, c'è davvero! Breve pausa ed il tempo di chiedere informazioni sul sentiero. Mi dicono di stare attenti perchè la discesa è brutta e sarà scivolosa.

Esco dal ristoro e riparte la salita. Finalmente su pronto a scendere. Purtroppo la discesa era veramente impestata e scivolosa. Dovevo arrivare al Selvino e poi avevo davanti altri 20km di corsa. Pioveva con insistenza e qualche dubbio sul fermarmi l'ho avuto. In quel momento non ho capito se la pioggia si era ridotta, se ormai non la sentivo più o altro. So solo che concentrato sulla discesa ho "quasi smesso" di sentirla ed ho deciso di andare avanti. Finito quel tratto di discesa arrivare al campo base è stato facile. Il tratto era asfaltato e per me "correre" era naturale. Avere approfittato di questo tratto probabilmente è stata la mia carta vincente per potere finire la gara. Ormai sentivo "aria di cena"  vista l'ora ed il ristoro sembrava allontanarsi. Eccolo, non ci posso credere! Entro, prendo un piatto di pasta in bianco con del grana e lo mangio di gusto. Uso l'acqua delle mie borracce per bere, tanto poi dovevo riempirle. Visto che sono lì fermo decido di fare due mosse astute. La prima è di cambiare la giacca e mettere quella in GTX visto l'avvicinarsi della sera e la mancanza di 20km. La seconda - visto che tanto ho già lo zaino aperto - è di mettere in testa la frontale. Incontro di nuovo i miei amici. Loro stavano uscendo ed io mi stavo finendo di sistemare. MI hanno chiesto di uscire con loro. Non ero ancora pronto e li ho lasciati andare. Sono circa le 19.40 quando sono uscito dal ristoro. Scoprirò solo una volta arrivato a Bergamo che alle 20 la gara sarà fermata proprio lì per via del meteo.

Prima di uscire "rubo" una fetta di anguria e si parte. Di nuovo asfalto e quindi si corre il più possibile. Raggiungo dopo poco  i miei amici e mi hanno detto che avrebbero camminato e così sono andato da solo. Avevo circa 5km tra ristoro e ristoro caratterizzati da una salita ed una discesa a cui hanno consigliato di prestare attenzione anche per via della stanchezza. L'asfalto è volato via rapidamente e poi anche lo sterrato. In discesa ho rallentato parecchio nel tratto dove ho capito bisognava fare attenzione. E poi? via verso il ristoro e nel mentre la mia frontale ha cominciato ad emanare un fascio di luce. Che il buio abbia inizio e con lui la magia della corsa notturna.

Arrivo al ristoro e ci fanno presente che da quel momento la frontale era obbligatoria. Ero il solo ad averla in testa e già usata. Mi informo sul tratto sino al prossimo ristoro. Perfetto, quello che aspettavo. Il tratto veloce/corribile comincia! Resto in allerta per una serie di motivi in primo assoluto la mia sicurezza. C'è buio e piove da tutto il giorno. Scivolare sarà molto più facile e non voglio bruciami la corsa ora che sono a meno di quindici chilometri dal traguardo. Si corre bene ed anche facile. I tratti così mi aiutano a recuperare tantissimo la gamba anche da un punto di vista energetico. Ad un certo punto dei volontari dicono di svoltare nel boschetto e di prestare particolarmente attenzione perchè scivoloso. Dopo questo tratto ho seriamente rivisto il concetto di scivoloso. Anzi, credevo di averlo rivisto perchè questa revisione è durata davvero poco!

Ad una decina di chilometri dal traguardo un altro ristoro e qua - dopo avere chiesto dell'acqua o altro per lavarmi le mani - ho cominciato a mangiare qualcosa. Con un atto di coraggio ed infinito dispiacere prendo i miei guanti da battaglia e li butto nell'umido. Erano da buttare perchè distrutti, ma avrei preferito buttarli io a casa finita la gara. Si riparte con davanti cinque chilometri per l'ultimo ristoro ed infine il traguardo.

Si entra in un altro boschetto ed anche qua fango ovunque. Non si stava in piedi e seguendo lo stile di una ragazza abbiamo fatto quel boschetto sul sedere. Finito siamo arrivati vicino e dei signori con la canna dell'acqua gentilissimi ci hanno aiutato a pulirci il grosso dello sporco. Ci dicono che è tutto asfalto. Sarà vero? Non lo so. Io corro e mi porto avanti. Mi fermo all'ultimo ristoro per bere qualcosa. Incontro la ragazza con cui ho fatto l'ultimo bosco e facciamo due parole. Poi riparto cercando di sfruttare il passo da strada più possibile.

Manca ancora una salita: San Vigilio! Ho "brutti ricordi" legati alle SFR fatte in bici, ma so che non è infinita. Sto bene di gambe e  dovrei correrla. Posso correrla perchè nulla me lo impedisce se non la testa. Ero "stufo" in senso buono e mi metto a fare la salita finale in compagna facendo due parole: mi serviva. Bergamo alta ha sempre il suo fascino lo ammetto soprattutto di sera. Arrivo nel punto più alto in compagnia chiacchierando. Quando comincia la discesa mi dice "vai, non riesco a correre" e così apro il gas.

Vedo il campanile illuminato che domina sui tetti. L'arrivo è li e lascio andare le gambe. Hanno fatto 69km ed ora stanno volando verso il gran finale. L'emozione è tantissima  e sento il serbatoio lacrime riempirsi. Si corre nel centro di città alta e si vive l'aria dell'arrivo. Non so che dire su questo tratto perchè ho provato emozioni uniche. Cerco di aumentare il ritmo sul finale e per poco non ignoro una scalinata rischiando di volare prima del traguardo. Recupero il tutto e mi preparo per la passerella finale.

Ok, ora puoi piangere ... ci sei ... manca davvero poco ... eccoti .. si sale la passerella e si taglia il traguardo ... ANDREA SEI UN GTO FINISHER!!!  Nulla da fare, non ci volevo credere ancora e la sola cosa che riuscivo a fare era piangere come un bambino dall'emozione!

Scendo dal "palco d'arrivo" e vado al ristoro. Incontro alcuni con cui ho corso tra cui il ragazzo del Carvico che mi ha detto di non mollare perchè poi era facile e lo ringrazio di cuore. Mangio e bevo volentieri, prendo la mia maglietta da finisher e mi aumentavano le lacrime!

Mando un messaggio per avvisare del mio arrivo a  casa e pochissime persone.  poi mi avvio a prendere la sacca col ricambio.  La doccia e la cena la farò a casa, fermarmi lì significava fare tardissimo e volevo "mettermi comodo" per crollare a tempo zero una volta finito tutto e non dovere guidare dopo.  Intenso il ritorno a casa dopo una giornata così lo ammetto.
Grazie a chi ha avuto fiducia e creduto in me per questa avventura ... ed anche a chi l'ha avuta fin troppa nonostante tutto quanto ;)
Il mio pensiero sabato notte e domenica primo pomeriggio? eccoli:

  • da oggi, guardare le mie ‪#‎orobie‬ avrà un nuovo significato: VIAAMODAIMPAZZIRE nonostante la dura prova e tante difficoltà!
  • vedervi illuminate dal sole - stando in basso oggi - regala ‪#‎emozioni‬ e ‪#‎ricordi‬ di un viaggio unico! ‪#‎orobie‬
Ed ora non mi resta che attendere e decidere quale sarà il mio prossimo viaggio fermo restando che amo queste avventure e le montagne :)


Buona serata a tutti :)

giovedì 30 luglio 2015

adidas Running Supernova Sequence BOOST

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Quali sono i vantaggi principali di Supernova Sequence BOOST?
Stabilità ed Energia. Mediante l'utilizzo dell'innovativa struttura adidas STABLEFRAME Supernova Sequence garantisce massima stabilità e una falcata fluida e stabile aiutando nello stesso tempo a gestire l'iper-pronazione. La mescola ammortizzante BOOST fornisce il più alto ritorno d'energia nel settore del running consentendo un'esperienza di corsa dinamica e stabile.
 
Il TORSION SYSTEM fornisce supporto mediale aggiuntivo mediante sospensione per simulare le forze di rotazione naturali fra il tallone e l'avampiede, mentre l’avampiede resta flessibile e stabile.
 
Quali sono le nuove caratteristiche del design di Supernova Sequence BOOST?
Supernova Sequence BOOST presenta una tomaia dal design elegante e affusolato, evidenziato da un tessuto in mesh sportivo sull'avampiede, offre la giusta combinazione di traspirabilità e calzata sicura adattandosi alla forma del vostro piede. Il tallone, e in alcuni modelli anche la zona del metatarso, presenta del materiale riflettente ad alta visibilità per richiamare l'attenzione durante gli allenamenti serali.
Per quali condizioni Supernova Sequence BOOST è stata progettata e può essere indossata?
La suola realizzata in gomma Continental Rubber™ altamente performante fornisce una maggiore trazione nella fase critica di appoggio (distacco delle dita). La gomma premium consente massima aderenza al terreno per un controllo ottimale in tutte le condizioni.
 
Come viene utilizzata la tecnologia BOOST in Supernova Sequence BOOST?
La tecnologia ultra reattiva di adidas BOOST fornisce un ritorno di energia superiore a qualsiasi altra mescola ammortizzante del settore running mantenendo la sua consistenza, chilometro dopo chilometro, in condizioni climatiche estreme e consentendovi di ottenere il massimo dalla vostra corsa.
Perché le versioni uomo e donna di Supernova Sequence sono diverse?
Pur mantenendo il supporto superiore per cui Supernova Sequence è famosa, la tomaia nella versione donna è progettata specificamente per adattarsi alle caratteristiche del piede femminile rispondendo alle richieste di un look più accattivante.
 
Qual è la differenza tra Supernova Sequence e Supernova Glide?
Supernova Sequence è una scarpa stabile che aiuta a gestire l'iper-pronazione che accade quando nella rullata il piede è troppo inclinato verso l'interno.
 
Supernova Glide è una scarpa da running neutra che si focalizza sui runners con un appoggio neutro.
 
Quando sarà possibile acquistare Supernova Sequence BOOST 8?
Supernova è disponibile sull'e-commerce adidas a 140 euro.

sabato 4 luglio 2015

[Trail] TA Orobico al Curò & Barbellino con caduta finale

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Ammetto di essere in arretrato col post del Cortina Trail, ma scrivere di quel w/e mi viene veramente troppo complicato e difficile. Prometto di impegnarmi prima o poi :)

Veniamo ad oggi e partiamo dall'idea originale: 
  • Partenza da Valbondione
  • Rifugio Curò
  • Deciso che fare una volta su
  • Ritorno a Valbondione
Ho fatto "bene" la salita sino al Curò alternando corsa a camminata veloce per cercare di fare il tempo, ma poi parlando con una persona "della vecchia scuola/guardia" conosciuta sul percorso mi ha fatto passare la voglia di cercare i crono. Una volta arrivato pausa al laghetto per mangiare qualcosa e poi su bene sino al rifugio/lago Bardellino.

 E da qua? la GRANDE discesa quasi interamente corribile! C'è solo un punto brutto e li ho rallentato per evitare la fesseria della mia vita (=perchè nel caso sarebbe l'ultima che faccio) però devo dire che ho corso bene. Ad un certo punto un gruppetto di persone mi ha "tifato" e mi ha battuto il 5 mentre scendevo.

Devo dire che tutto è andato per il verso corrente sino alla discesa finale verso Valbondione!  Scendendo ho visto il sentiero 306 per Lizzola e mi sono detto "Why not? poi scendo su strada!" Questa è stata la peggiore idea del giorno se non del mese! Più andavo avanti e meno mi convinceva. Ad un certo punto, dopo un paio di scivolate e spelate di fondo schiena la decisione è stata semplice: torno indietro.

Una volta ripreso il sentiero originale tutto è andato per il meglio e mentalmente mi sentivo più sereno. Vogliamo poi mettere la discesa dal Curò a Valbondione quanto è bella e corribile? Potrei usare altre espressioni, ma evitiamo!

Tutto bene sino a poco prima del fine discesa. Prendo una pietra e non ho bene capito come mi trovo "sollevato ed in volo" per qualche metro. L'impatto col terreno lo sento tutto sul fianco sinistro e devo dire che ho avuto momenti migliori. Nonostante tutto riesco a rialzarmi subito e proseguo a correre senza problemi. Lo ammetto, sono stato fortunato! Il mio pensiero mentre finivo la discesa? Prima o poi dovevo battezzare le cadute dell'anno in corso: pensiero tolto! Le due ragazze che hanno visto la caduta si sono spaventate parecchio :D

E così - col mio bel ginocchio & gomito  sanguinante - sono tornato alla macchina lasciando il cuore lassù in quei posti veramente stupendi!

Un riassunto di oggi potrebbe essere benissimo:
... nulla - o quasi - è andato come da programma tanto per dirne una! Mi sento davvero soddisfatto di oggi nonostante il volo finale dove mi sono rifatto una fiancata. Andando in ordine: In discesa andavo bene che dei passanti mi hanno anche battuto il 5, mi sono spelato il fondo schiena  scivolando fuori sentiero, il sentiero 306 NON MI PIACE e sono tornato indietro e dubito che ci tornerò a farlo ed infine caduta epica sul finale! Ho patito il caldo tutto il santo giorno e non vedevo l'ora di mangiare!
Buon sabato ... io passerò la serata col ghiaccio ... che è meglio :)


Ho dimentacto di scrivere qualcosa? Sicuro e non ho voglia di rileggere a dirla tutta :D

giovedì 25 giugno 2015

Ultimi pensieri prima del Cortina Trail

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... lo zaino è pronto per l'ultimo controllo
... la borsa invece è ancora da fare!

... Avevo i due punti per la LUT presi lo scorso luglio
... non ho fatto la pre iscrizione alla lunga
... mi sembrava (=sembra ancora) troppo fuori dalla mia portata
... non mi andava proprio
... non ho nemmeno provato a mettere il mio nome nella lista
... sapevo già di non confermare l'iscrizione
... così ho evitato direttamente

... poi ti fermi e pensi al fascino della notte
... apri youtube in cerca dei video
... cominci a vedere i diversi posti che attraversa  la gara
... anche non volendo il mugugno parte

... non mi sento "preparato" come vorrei
... ormai ci siamo
... negli ultimi mesi sono stato impegnato su asfalto per preparare il passatore ed ho visto poco sterrato
... indietro non si torna

... domani mattina si parte per Cortina
... sabato mattina invece si parte per questo viaggio di 47km a scoprire nuovamente una parte di me
... la montagna mi manca sotto i piedi, ma conosco benissimo i miei limiti

... in bocca al lupo a tutti sia alla LUT (o gare derivate) che altrove :)


Buon week-end ... a settimana prossima ammesso di sopravvivere :)

mercoledì 3 giugno 2015

[Running] Il "non" Passatore 2015

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Raccontare questa esperienza non è facile. E' stato un week-end molto intenso non solamente dal punto di vista sportivo. Ci sono gare che restano "molto intime e profonde" e questa lo è particolarmente essendo un viaggio

Sabato 30 Maggio - Il grande giorno:  La sveglia suona presto. Il tempo di sistemare le ultime cose ed una colazione abbondante ci si dirige verso l'autobus per Firenze. Il viaggio sembrava infinito e probabilmente lo  è stato davvero. Una cosa è certa: tornare a piedi sarà più semplice! Almeno, così credevo!

La "100Km del Passatore" non è una gara. La "100Km del Passatore" è un viaggio con noi stessi e ti porterà a conoscere una parte del proprio io che non si credeva di avere.

La distanza è tanta e con l'aumentare di essa anche gli imprevisti aumentano. Si affrontano strade nuove, temperature che variano e si condivide la fatica con "perfetti sconosciuti" che come te sono lì per lo stesso sogno: la piazza di Faenza.

Cosa dire di questo "grande ma non completo" viaggio? Emotivamente ero tranquillo e rilassato. Non mi spaventava l'idea di confrontarmi con me stesso per diverse ore e "scoprire quanto è profonda la tana del bian coniglio " perchè fiducioso nella mai preparazione.  Ero in ansia da partenza. Lo stare fermi mi segnava lo scorrere del tempo. L'orario si avvicina. Ho fatto tre telefonate a cui tenevo prima del via dicendo "a domani" in tutta tranquillità.

Entrare in griglia è come la coda al check-in dell'aeroporto. Il via non è una corsa, ma il decollo seguito dal viaggio e poi dall'atterraggio. La strada scorre sotto i piedi ed anche il tempo. Si cominciano ad incontrare i primi volti amici e ci si saluta. Le strade sono affollate in un mix di bici, gente e macchine che sostiene/accompagna noi runners.

Il caldo si sente già dalla partenza e sulla prima salita aumenta. Non si brontola, questo è parte del viaggio,  mentalmente attendo la sera per il calo della temperatura ed in seguito la notte per indossare la mia frontale. Non devo correre con la testa, il tempo è fuori dal mio controllo e devo attendere il suo scorrere naturale. Un passo alla volta con le gambe ed uguale con la mente. Piccoli obbiettivi vicini ed andiamo a prenderli.

Tutto scorre al meglio, un passo alla volta e la salita della Colla si avvicina. Ormai è quasi realtà e siamo al suo imbocco. Il viaggio è nel pieno ed ora ha da affrontare la parte più dura. Il motore è a pieno regime ed a consumo nullo.

Una cosa ho imparato negli ultimi anni. La preparazione serve fatta bene, ma conta anche avere una gran dose di fortuna. All'imbocco della parte soft della Colla questa è venuta a mancare. Integro liquidi al ristoro ed il tea mi inchioda tutto. Credo una congestione o qualcosa di molto simile. Ho brividi di freddo nonostante il caldo alternati a scalmane.  Da questo momento il mio aereo è in pieno stallo ed ora il viaggio sarà più complicato da gestire.

Per non consumare troppo il motore decido di rallentare e dargli il tempo di sistemarsi. Nulla da fare, ormai la vera salita è davanti a me e dovrò affrontarla non nelle migliori condizioni. Una salita che molto probabilmente ho "sottovalutato" credendola più semplice. Una salita che non ho forse percepito realmente per la sua difficoltà. La sola certezza è l'averla percepita per quello che mi ha voluto trasmettere ed insegnare.

Non riesco più ad idratarmi o integrare come dovrei. Mi devo "violentare" per mandare giù qualsiasi cosa. La salita è lunghissima e la percezione di quello che sta attorno aumenta in maniera esponenziale. Anche l'impatto del piede che camminando tocca terra viene percepito dalla mia mente come un colpo secco da volata con le A2 ultra secche.

Arriva circa metà della salita e dentro me succede una cosa che mai mi sarei aspettato. Mi devo sedere per cercare di attenuare i dolori. Tolto lo zaino e prendo il cellulare. Apro whatsapp per mandare un messaggio e cercare conforto nella risposta. Prima di partire mi guardo anche delle fotografie salvate e tenendole davanti alla mente riparto verso l'alto.  Da qua in avanti è successo l'impensabile. Alternavo momenti di  camminata corsa a momenti in cui mi sono rifugiato in whatsapp per trovare tranquillità.

La cima arriva dopo una "lunga agonia" e qua il grande dilemma: mi fermo? non ho idea. La sola certezza è ciò di cui ho bisogno: cambiarmi e nutrirmi. Mentre mi cambio parlo con amici e racconto la disavventura. Mi "trascino" verso il ristoro e lì con 3 o 4 o infinite tazze di brodo caldo mi stabilizzo e riprendo l'appetito. Svuoterò il ristoro al passo e molto probailmente ci sarà la mia foto con "Wanted" per evitare ancora il mio passaggio. Torno in whatsapp e scrivo che riparto o meglio che provo a ripartire.

Con la discesa davanti la ripresa è più facile. Avevo fatto il pieno di carburante e la digestione non risentiva avendo la discesa come aiuto. Il fisico torna a stare bene, ma non posso abusarne ora. Ho da fare poche cose adesso verso di lui: rispettarlo, tenerlo a regime, tenerlo a consumo ridotto ed a pieno carburante/liquidi.

La frontale è già in posizione e la luce che esce mi mostra la strada che andrò a percorrere. Da qua comincia la parte più bella di tutto il viaggio: la notte! La temperatura è ancora alta per essere sera tardi/notte, ma almeno si respira. Lo sguardo verso l'alto ed una luna strepitosa. Arriva il ristoro attorno al 60° e mentre mi fermo prendo nuovamente in mano whatsapp per dire che sto meglio e cercare sostegno. Lasciare quella luna in cielo solo per me era uno spreco, una foto e poi la si manda via messaggio. Si saluta e si torna a correre. Il viaggio prosegue, le gambe stanno bene ed il fisico anche. Mi isolo da tutto sino al 70°km quando aggiorno via whatsapp  che sto bene e dove sono. Momenti e messaggi unici difficili da dimenticare in un viaggio così profondo.

Arrivo verso il 75°  e qua la fortuna mi abbandona. Al ristoro bevo acqua e non roba calda. Torno di nuovo in stallo e nonostante mi trovo in una zona facile da correre non lo è più. Sento il serbatoio svuotarsi rapidamente e nuovamente ho difficoltà a bere o mandare giù qualsiasi cosa. Le percezioni dall'esterno diventano più difficili e cerco di reggerle mentalmente. Il colpo di grazia è stata una "sosta per campi" che mi ha svuotato letteralmente.

Conosco il mio fisico, la mia mente ed i miei muscoli. Percepivo realmente il loro stato e quando è arrivato il ristoro al km82 circa la decisione è stata razionalmente presa: io mi fermo! E' stata una scelta coraggiosa  e non facile a "solamente" 18km dal traguardo, ma sapevo che andare oltre era un vero abuso e nulla di più. La mia prima 100km la voglio ricordare per altri motivi, non per essermi distrutto senza ascoltare il mio corpo quando mi ha parlato in modo chiaro e deciso. Apro whatsapp   per l'ultima volta in corsa ed avviso della mia decisione.

Fermo il cronometro sull'ambit3, tolgo lo zaino, tolgo il pettorale e mi cambio. Salgo in macchina del mio amico e comincio a dormire. Ora sono fuori dal viaggio. Mi sono fermato prima del vero arrivo, ma per me l'arrivo è stato quello.

A distanza di giorni non ho nulla da recriminarmi. So di "avere viaggiato" al meglio sia nei momenti si e soprattutto in quelli no. Ho avuto modo di guardarmi dentro e di capire molte cose e confermarne altre.  Questo viaggio mi ha cambiato dentro più di ogni altra esperienza sulla lunga distanza.

Caro passatore 2015 : hai vinto te ed al 82 mi sono ritirato! la preparazione è stata ottima e correvo da favola, ma quando non è giornata inutile fare lo zombie!

Un grazie a tutti gli amici che mi sono stati vicini in particolare ad una persona ... mi hai fatto molta più compagnia di quanto immagini ... GRAZIE ;)

Ora non mi resta che recuperare al meglio e con calma e poi attendere il 2016 per rivivere l'esperienza del Trittico di romagna che - per quanto mi riguarda - non sono state solamente tre corse. Per me hanno significato molto di più ;)

lunedì 4 maggio 2015

[Running] 16 green Europe Marathon - La Bavisela

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... ultima gara prima del passatore per testare le gambe ancora una volta sui 42Km della regina
... 42Km che alla fine sono diventati quasi 50 visto il lungo riscaldamento precedente
... un 42Km corso a 8 giorno dalla prima 50Km che all'apparenza non ha lasciato nessun solco nelle gambe

... una Maratona che volevo correre più di molte altre
... una Maratona che 5 anni fa mi aveva segnato
... la non voglia nei giorni precedenti per timori del cambio di tracciato visto che io volevo sistemare le cose col percorso originale
... il traguardo nella stupenda piazza senza la passerella d'onore a ferro di cavallo mi ha lasciato un filo di delusione

... il traguardo numero 20 da Maratoneta che alla fine è solo un numero perché ho avuto traguardi che ricordo con più emozioni

... che dire di specifico sulla gara?
Nonostante il mio essere prevenuto sul tracciato cambiato in netta discesa e delle salite nel mezzo posso dire che mi sono divertito parecchio. Un percorso che scorre via rapidamente e si apprezza parecchio. Non l'ho considerata "una Maratona" (= con tutto il rispetto parlando) ma un collinare vista la non semplicità della corsa. Durante il tracciato ho rivisto vecchi amici e conosciuti altri e devo dire che sono soddisfatto. Sono successi parecchi episodi durante la corsa - dalle soste per campi più o meno prolungate alla crisi di caldo sul finale fermando la volata al 40° per bere come un dromedario al ristoro - ma quello che mi ha fatto riflettere è stato nella progressione finale. Lancio il tutto a pieno ritmo a 4km dalla fine e non capisco il perché le gambe non vanno come solito. Poi mi ricordo di avere allungato col riscaldamento e di essere avanti. Si spiegano molte cose! 
... ora non mi resta che stare buono sino a fine mese per il Passatore!
... il resto su questa corsa, su questo week-end è ancora da rielaborare
... tre giorni bellissimi in compagnia di amici con la "scusante" di dovere fare una gara la domenica
... il primo messaggio a caldo post gara è stato il seguente
 per la seconda volta la Regina di Trieste mi ha accolto a braccia alzate nella sua bellissima piazza! Una gara diversa dal solito dove i muscoli hanno fatto la differenza! Che dire? Oggi ero motivato ad arrivare bene e così è stato
... e con questo ho chiuso un bel mese intenso e devo dire che sono veramente soddisfatto di tutto quello che è successo :)


... alla prossima :)

sabato 25 aprile 2015

[Running] 50Km di Romagna

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... la seconda gara del trittico di romagna è finalmente arrivata
... purtroppo è anche finita come esperienza concludendola come da progrsamma
... è stata la mia prima 50Km su asfalto e devo dire che le sensazioni sulla mia preparazione si sono confermate tutte quante al meglio

Dopo questa breve introduzione posso dire che non dirò molto su questa gara. E' stata troppo " intima / personale " dal 30km in avanti  a seguito di un seguirsi di pensieri che mi hanno trasportato via facendomi compagnia nei 20km restanti.

Quello che riesco dire è "pochissimo o nulla" rispetto a tutto quello che potrei dire, ma proviamoci.

La 50Km di Romagna - a mio avviso - ha due metà: la prima lunga 35km e la seconda copre i restanti. Questo non centra con quanto è successo nei miei pensieri. Centra con la tipologia del tracciato.

I 5km di salita "centrale" sono spostati rispetto alla metà del percorso e cominciano proprio al 25km e sino al 30. Perché non è ancora finita la prima metà al 30? Perché la discesa è da gestire molto meglio della salita per salvare le gambe. Una volta giunti al 35 comincerà un lungo tratto vallonato che potrebbe dare un conto salato alle proprie gambe. Diciamo che poi dal 45 - se tutto è andato bene - si può prendere a correre come si deve! Infatti l'ho fatto! Dopo una gara gestita piano sul finale stavo benissimo ed ho fatto andare le gambe capendo una cosa:
 
Non provare a togliermi l'asfalto da sotto i piedi, fammi provare ad andare a metterne altro!

Cosa penso in sintesi?
  • percorso duro / impegnativo? si, ma nulla di impossibile se non lo si sottovaluta
  • il tracciato? probabilmente il più bello che abbia mai corso
  • gara? OTTIMA! Non vedo l'ora di tornare a farla, magari provando a fare un ritmo più da gara!
  • ristori? tra quelli ufficiali e quelli abusivi ho perso il conto di quanti sono stati, ma la sola certezza

Un'ultima cosa - prima di mettermi a cenare con la pizza in arrivo - la voglio scrivere:

Un grazie di cuore a chi mi ha sostenuto in questo periodo, un grazie anche al fantastico Enrico che mi ha preparato come si deve soprattutto nell'ottica della 100km del passatore ... ma ... una dedica speciale di questa gara  a chi oggi mi ha "accompagnato" dal 30 al traguardo nei miei pensieri. Non dico altro, ma ci sarebbero molte altre cose da dire!


Ed ecco la traccia della gara di oggi



buona serata ... IO HO FAME!

giovedì 23 aprile 2015

Riflessioni da runner in un giovedì sera

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... sono sdraiato sul letto col portatile sulle ginocchia e Spoty in cuffia
... sono rilassato
... sono spensierato
... non ho nella testa pensieri o altro
... Sabato mattina avrò la mia prima 50km (50Km di Romagna)

... sono tranquillo e non mi spaventa l'idea di farne 50
... i muscoli li sento bene
... mentalmente mi sento pronto
... il fisico nel complesso c'è e lo stanno dimostrando gli allenamenti dai risultati inaspettati

... come spiegarlo?
... sembra una "distanza normale" in questo momento
... li affronterò come "un lungo lento del week/end"
... so che dovrò affrontarla col massimo rispetto, ma al momento la vedo come "una mezza" in vista del passatore

... manca ancora poco più di un mese al mio debutto sui 100km
... sabato sarà una tappa veramente importante
... una di quelle giornate che spero di non dimenticare facilmente
... a volte bisogna correre dei rischi ed altre volte no
... sabato sarà tutta una scoperta

... adesso provo a dormire
... riposarsi è meglio!

[ So di essere "in ritardo" col post della Milano City Marathon, ma è quasi pronto e spero di pubblicarlo presto ]

mercoledì 8 aprile 2015

[Running] Maratona del Lamone e si diventa maggiorenni

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L'obbiettivo dell'anno resta sempre la "100km del Passatore" e tra le tappe di avvicinamento si è presentata anche la "Maratona del Lamone" in quanto prima gara del Trittico di Romagna.  La strategia era semplice sulla carta farla piano! Nella realtà gestire per 42km un passo non proprio è stato più complicato, ma nulla di impossibile! E' stata una "due giorni" molto intensa e particolare. Ho avuto modo di trascorrerli con ottimi amici, conoscerne di nuovi e rivedere Enrico per ringraziarlo personalmente della preparazione in corso!

Veniamo alla gara? L'idea era di farla in 4h ed alla fine l'ho portata a casa in 3h58m quindi direi che ci siamo! Sono partito seguendo il pacer, poi tornato indietro a "prendere" degli amici ed ho corso con loro. Per questo motivo risultano 600m in più di corsa!   Dal punto di vista meteo una bella giornata di sole con un "leggero vento" (si parla di raffiche da 80km/h) tanto da farmi temere di tornare indietro  visto il mio peso e la poca resistenza nei suoi confronti. Personalmente mi sono divertito e mi è anche piaciuto il percorso. Sembrava di correre la domenica in allenamento. Dopo anni poi sono tornato a Bagnocavallo nella piazzetta dove ho concluso la mia prima ultra maratona. Strano, ma piacevole effetto tornando mentalmente a quel momento!



Nonostante la corsa fuori dai miei ritmi, posso dire che mi hanno lasciato parecchio dentro di me questi 42195 metri e non parlo solo sportivamente.  E poi? Vogliamo dirla tutta? Maratona numero 18: SONO UN MARATONETA MAGGIORENNE!  Ed ora? Settimana tranquilla in attesa di domenica a Milano per fare una seconda maratona a distanza ravvicinata. 

Posso dire che la prima del trittico di Romagna l'ho portata a casa! Ora mancano "solamente" le ultime due e non vedo l'ora di correre la 50Km di Romagna il 25 Aprile :)

Buone corse a tutti e per chi ci sarà ... domenica ci si vede a Milano :)