domenica 22 luglio 2012

Klagenfurt 2012 - Bike

Esco dalla T1 dopo circa 2h di gara e mi sento bene. L'integratore EtichSport ha fatto a pieno il suo dovere. Ho davanti a me 180Km e non so come siano e cosa aspettarmi. Ho sentito di tutto sul percorso in bici di Klagenfurt. Ora è giunto il momento di scoprire cosa mi aspetta per davvero. Inoltre non ho MAI pedalato 180km e quindi devo mettere in conto anche un salto nel vuoto di circa 30km rispetto alla distanza massima fatta in allenamento.

I primi 30km passano via in posizione e sono anche molto belli come paesaggio. In questo tratto capisco che non ero il solo ad essere stato messo in difficoltà dal no-muta in quanto mi passano via parecchie bici. Questo però mi fa capire che in bici è meglio togliere le rotelline ed imparare a pedalare una volta tornato a casa.  Nei tratti in piano venivo superato dall'universo intero, ma nei tratti in salita e discesa qualche posizione riuscivo a recuperarla.

La prima salita passa sotto di me come se nulla fosse. Non era quella a preoccuparmi. Era la successiva a mettermi in ansia. Dal grafico sembra ripida, ma lo sarà davvero? E poi ci sarà davvero il drittone che porta giù verso Klagenfurt per recuperare? Considerando che devo fare il tutto due volte ... ci riuscirò?

Durante la frazione in bici non è che si ha molto da fare, ma non mi pero in pensieri negativi e vado avanti a pedalare. Ho i miei timer di controllo per capire quando mangiare e quando bere ad intervallo regolare  per evitare problemi d'alimentazione.   Lo sguardo è fisso alla ruota davanti alla mia. Non vorrei scendere sotto i 10m consentiti e vincermi una squalifica.  Ogni tanto mi trovo la simpatica moto di fianco che mi controlla e poi passa oltre. 

Finalmente, per modo di dire, arriva la seconda salita. Come avevo letto in rete comincia soft per aumentare in progressione. In effetti l'ultimo pezzo sale su a dovere ed ho pensato alle parole dell'amico Antonio "Al secondo giro può fare veramente male" e non potevo che confermare. Guardo il garmin e dice "64Km" mentre scollino. Faccio un rapido conto ed esce 154 ... ma porca puzzola ... ho pedalato 153Km come massimo ... il salto nel vuoto comincia benissimo al prossimo passaggio! Lo sguardo  cade anche sul dislivello. Era meno di 800m e questo mi ha fatto preoccupare perché significava solamente una cosa: non era tutta discesa come speravo. 


Momento di panico nella discesa. Il ragazzo davanti a me prende una buca e vedo le due borracce attaccate alla sua sella girarsi e potevano cadere da un momento all'altro. Comincio ad urlargli e gesticolargli, ma non credo abbia capito. Problema non più mio perché presto era alle mie spalle.


Sino al giro di boa bisognava pedalare ed anche bene a causa del tratto in salita. Fortunatamente il cartello "Klagenfurt" è apparso e si cominciavano a vedere località note alla mia memoria. Il timer sul Garmin era quasi da teoria 3h08m contro le 3h10m stimate per giro. Dai ragazzo che nonostante ci sia un caldo assurdo anche in bici stai andando bene.


Arrivo davanti al giro di boa. Momento non dei più belli della gara: la T2 alla mia destra e la mia strada a sinistra. Dovevo girare a sinistra e fare ancora questi 90km con un caldo del genere. Il pensiero era rivolto alla seconda (in questo caso quarta) salita ed al 154°km. Durante il giro di boa vedo emanuele e ci salutiamo. 


Parte il secondo giro e sapendo quello che mi aspetta comincio a gestirmi per vedere di non fare danni dal punto di vista energetico/muscolare. La frazione prosegue bene senza intoppi per altri 13km. Arrivo al Km103 ed improvvisamente sento "BUUUUUM" ... freno ... scendo dalla bici e dietro mi è esplosa la camera d'aria. In un tempo da "cambio gomme" degno di nota la cambio e riparto.   Da questo momento in poi mi prende una sorta di ansia: ora mi resta solo la schiuma se dovesse succedermi qualcosa, speriamo in bene! Continuo a pensare a quanto manca ed ogni volta che scatta un giro (=10km) mi sento più vicino alla meta.


La sosta per cambiare la camera d'aria anche se breve mi ha creato due problemi non trascurabili:

  • Ho preso una botta di caldo impagabile
  • I sali che erano nella borraccia da manubrio sono usciti quasi tutti. Ora mi resta solo mezza borraccia d'acqua sino al prossimo ristoro ed il caldo abbonda.
Altri due problemi a cui non voglio pensare, ma anche non pensandoci non posso ignorarli. Si cominciano a vedere scene di gente in netta crisi di caldo che si ferma ai bordi della strada cercando dell'ombra per riposare. 

Nel mentre mi avvicino alla prima salita del giro e sento di fare più fatica di prima nel portarmi sotto.  Non capisco, eppure mi sento bene. Sento le gambe veramente frenate e continuo a non capire.  Arrivo sotto una curva e freno. Sento la bici girarsi di culo e la ruota resta bloccata. Scendo e scopro che la pinza del freno non si stacca dalla ruota. La apro e smonto la ruota per inserirla meglio. Dopo diversi tentativi è sempre bloccata. Decisione lucida e razionale: andrò avanti a freno aperto e prima di affrontare le discese rimanenti chiuderò appena appena il freno per farlo toccare. Siamo al KM 123 (se non ricordo male) il che significa che la gara è ancora molto lunga.

Al ristoro in cima ho preso l'acqua e dei sali. Il caldo era veramente tanto e per mangiare dei cibi solidi dovevo "violentarmi" e spingerli giù con le buone maniere. Sapevo che questo momento prima o poi sarebbe arrivato. Eccolo, ma per fortuna oltre ai miei integratori ho mangiato tantissima frutta presa ai ristori e devo dire che è stato un aiuto veramente enorme per nutrirmi. 

La strada continua a passare sotto le mie routine e fisicamente mi sento ancora bene. Ero in attesa della seconda salita del giro per capire come comportarmi in vista della maratona. Finalmente la salita comincia e non la prenderò deciso. Cerco subito un compromesso tra cadenza e pendenza ma basandomi esclusivamente sulle sensazioni. In cima arrivo bene, ma nel mentre vedrò una scena abbastanza toccante. Un ragazzo scende dalla bici, la prende e la scaraventa ( avete letto bene) nel prato di fianco dicendo parole poco positive ed educate! Non ho capito che lingua fosse e tanto meno le parole. MI sono limitato alla tonalità della sua voce unito al suo gesto.

Perfetto, sono al 154°km passato e sono ancora vivo. I due problemi meccanici, la botta di caldo e la carenza di liquidi mi hanno fatto uscire nettamente fuori dal piano delle 6h20m in bici. Ora vediamo di portare a casa i 180km e non pensarci più sino al prossimo anno. 

Finirò la gara pedalando di testa e non perché le gambe girano. Controllerò tantissime volte me stesso e le sensazioni delle gambe. Nei tratti di discesa farò girare le gambe a vuoto senza spingere la bici per sciogliere, nei tratti dove pedalare terrò la cadenze mi viene comoda per andare avanti bene e senza fatica. 

Ad un certo punto vedo arrivare i miei riferimenti visivi per la zona cambio e vedo sul garmin l'avvicinarsi del numero 180 che per me è un evento nuovissimo. Il numero arriverà alla svelta e quando sono davanti alla umount-line segnerà 180.1 ed ero esaltatissimo.

T2: Scendo dalla bici e vado tranquillo alla mia postazione. Prima di spegnere il garmin leggo bene e vedo 180.1 ed il tempo di 6h40m. Due conti rapidi e mi sono detto 1h50m + 10m + 6h40m + 10m di questo cambio ... ho circa 8h per fare la Maratona. Dovrei farcela senza grossi problemi. 

Recupero la mia sacca e comincio il cambio dell'abbigliamento. Avevo deciso di cambiarmi il body e correre con quello più comodo. 

Come in T1, anche qua, prima di cambiarmi ho preso un gel in modo da partire tranquillo e carico di energie per il primo tratto di maratona. 

Eviterò di raccontare cosa è successo in T2 perché credo che sia al limite dell'incredibile. Una volta pronto lascio la sacca ad una volontaria e con le mie amare "Saucony Ride 4" mi avvio verso la zona di uscita della T2.

Un solo pensiero si è fatto vivo nella mia testa:
[...] 183.8Km alle spalle ed ora una maratona da fare ... ironico ... mi sembra la cosa più normale di questo mondo e l'idea di dovere solo correre mi fa sentire infinitamente tranquillo ... andiamo ad affrontare Caronte ed in seguito i 42km che mi separano dal sogno! [...]
Ed è così che ho varcato l'arco di uscita e mi sono trasformato nella mia versione che preferisco: l'Andrea che "gioca" a fare il Maratoneta ... ed oggi sarà nuovamente la mia prima Maratona e pur non sapendo cosa succederà nelle prossime ore ho il mio piano per la sopravvivenza.  In bicca al lupo Andrea, che le tue gambe siano con te :)

[...] domanda a chi utilizza il garmin Edge 500: secondo voi perchè quando a casa ho scaricato il tutto mi è uscito 176km? In t2 ho visto 180.1 come "Giro 18" prima di premere stop ... è un dettaglio che non mi spiego [...]

martedì 17 luglio 2012

Klagenfurt 2012 - Swim

La sveglia è suonata puntuale alle 04:00 come previsto. Mi sono svegliato totalmente riposato e tranquillo. Ho dormito tutta la notte come un bambino ed ero freschissimo. Il tempo di svegliarmi ed ho cominciato a fare colazione con del tea, pane e miele. Mi sentivo in colpa perchè anche Emanuele che non era in gara è stato "vittima" della mia sveglia ed ancora di più mentre io sarò in giro a divertirmi lui sarà lì ad attendermi.

Finito il tutto ricontrollo la sacca col materiale da portare in zona cambio e si parte. Da questo momento in poi non guiderò più, mi sono fatto l'autista ... fortunato vero? :)

Arrivo in ZC e vedo già moltissime persone. Riempio le sacche e poi vado a gonfiare le gomme alla mia piccolina. Saluto i miei vicini di rastrelliera e tutti mi chiedono la pompa per potere gonfiare le gomme. Recupero il tutto ed esco. Mi troverò con Emanuele che porta il tutto alla macchina mentre io lo aspetto. Assieme andiamo verso la partenza del nuoto dove mi sistemo e consegno la borsa. Emanuele mi scatta l'ultima foto di rito prima di salutarci. Resto lì ancora qualche minuto e poi è giunto il momento di separarci. Un abbraccio e ci salutiamo. Gli avevo detto dei tempi stimati il venerdì in auto, ma col fatto del no-muta ho rivalutato notevolmente il nuoto.

Passo oltre la transenna per soli atleti in gara. Fisso le boe e ripasso mentalmente il tutto. Non so spiegare il perchè, ma sono tranquillo nonostante tutto. Incontro l'amico Antonio e resto con lui sino alla partenza. L'attesa non mi logora, ma riesce a concentrarmi più che mai. Ripasso nella mia mente il mio piano ed obbiettivo della giornata:
[...] Farmi una bella nuotata in un bellissimo laghetto, una bella pedalata ed infine una maratona ... Che altro chiedere??? ;) [...]
Il conto alla rovescia parte, la tensione misteriosamente resta nulla dentro di me. Tramite i miei "TYR Nest"  fisso la prima boa a 250m da me. Il colpo di cannone è stato sparato: IN BOCCA AL LUPO ANDREA, CHE IL GIORNO PIU' LUNGO ABBIA INIZIO!

Come da linee guida del Gran Maestro lascio svuotare la spiaggia e poi entro in acqua. Non avrei MAI creduto di dire o pensare certe frasi, ma fortunatamente la muta era vietata. L'acqua era veramente bollente e questo mi ha fatto decidere razionalmente di rallentare ancora più del previsto. Pochi istanti dopo il via ho visto già gente ritirarsi o altra abbracciata alle boe direzionali. I 3800 sono già lunghi di loro e senza muta lo saranno  ancora di più. Non ci voglio pensare ai 3800 nel loro complesso. Ora penso a fare una bracciata e poi quella dopo e così via, perchè ad ogni bracciata sarò sempre più avanti di quella precedente.

Tenere la direzione nel primo tratto è veramente facile. Basta semplicemente seguire la massa e guardare avanti ogni tanto. Dopo il primo cambio di direzione la boa a seguire era veramente vicina e si vedeva senza problemi. Ottimo, sono già qua e questo è buono. A sensazioni mi sento bene, ma comincio ad accusare l'acqua veramente calda. Devo concentrarmi ed ascoltare bene il mio corpo. Risparmierò il più possibile le energie e poi vediamo quello che si farà dalla T1 in avanti.

Appena cambio nuovamente direzione le parole del "Gran Maestro" mi sono tornate in mente e devo dire che mi veniva da ridere perchè aveva indivinato il tutto in pieno. Io vado avanti e mi prendo dei miei riferimenti grazie alle sue indicazioni. Finalmente trovo  IL riferimento fondamentale e mi sento veramente tranquillo di non essermi perso chissà dove.

Ad un certo punto l'acqua limpida del laghetto sparisce e vedo solamente terra e scuro ovunque. Ero stato preparato a questo momento. Ero nel canale e questo voleva dire che circa 3Km di nuoto erano alle mie spalle. Restavano solo gli 800m finali ed avevo due indicazioni ben chiare: una cosa da fare e per cui lottare a dentri stretti ed una cosa assolutamente da non fare. Per difendere la prima indicazione ho fatto a gomitate un paio di volte con qualche spintone subito e reso. Evidentemente non ero il solo ad applicare quella strategia. Non so bene a che punto mi si lega un alga addosso e fatico a levarmela. Scoprirò  soltanto a fine gara che mi lasciato qualche graffio ricordo.

Alzo molto meno la testa nel canale. So che non posso perdermi perchè è solo dritto. Quando capisco che è giunto il momento di uscire fatico a crederci! Ho fatto veramente un 3800 senza muta? Esco sul tappeto e mentre levo cuffia ed occhialini vedo Emanuele lì ad aspettarmi. Ci salutiamo e mentre sono a mille dall'emozione comincio a muovermi verso la T1.

[...] Nelle 26 settimane di preparazione ho usato moltissimo la testa oltre che i muscoli. E' stata proprio la testa a farmi fare la mossa intelligente per salvarmi la gara. Nella sacca della bici ho messo uno "Sport Fruit by EtichSport" che non ho esitato a prendere. Il mio ragionamento si è rivelato vero. Se la muta è vietata vuol dire che è veramente calda l'acqua. Questo mi porterà a bruciare più energie.  NON posso permettermi assolutamente di salire in bici e rischiare di andare subito in debito energetico. Dopo questa infinita premessa vi racconterò la mia T1. [...] 
T1: Arrivo e prendo subito la mia sacca. Entro nella tenda e non avendo molto da fare prendo lo SportFruit e lo mangio. Scende che è una bellezza e nel mentre mi spoglio la parte alta del body per mettere la fascia del cardio. Non faccio a tempo ad allungare il braccio per prenderlo e subito una volontaria mi aiuta ad indossarlo. Indosso il casco, occhialini e scarpe e mi dirigo verso la bici. Vedo il bagno sulla mia strada, ma decido di non fermarmi. Stavo bene a livello di vescica, mi ero svuotato da poco nel canale. Non fatico a trovare la mia bici da corsa, ormai la zona cambio era praticamente deserta. Mentre mi dirigo verso l'uscita scoprirò il mio tempo. Il timer segna 2h e qualche secondo. Conoscendo "i miei cambi da pausa caffè" avrò impiegato circa 10 minuti il che significa 1h50m di nuoto. Perfetto, non mi interessa ... lo scopo era uscire dall'acqua e ci sono riuscito.

[...] Ora, caro amico mio che ti lamenti sempre che sono lento nei cambi ... capisci il perchè? Me la prendo con molta calma :) [...]




domenica 15 luglio 2012

Klagenfurt 2012 - Prima della Battaglia

I giorni che hanno preceduto Klagenfurt 2012 sono stati veramente unici e speciali. Ho ricevuto un sacco di sms  e di chiamate da parte di amici per farmi gli ultimi saluti e le ultime raccomandazioni.

La parte più dura è stata il giovedì sera quando ho dovuto fare l'ultimo check di tutto il materiale della gara e con grande stupore mi sono reso conto che era lo stesso (o poco più) di quello che avrei preparato per uno sprint oppure un olimpico. Alla fine che cambiava notevolmente era il quantitativo di integratori per fare la gara e non soffrire cali di energie.

Il venerdì mattina si parte presto con Emanuele con destinazione Klagenfurt. La grande sorpresa è stata una telefonata prima della partenza del mio amico e compagno di viaggio di St. Poelten per salutarmi nuovamente. Alla fine abbiamo anche trovato il tempo per incontrarci faccia a faccia qualche minuto. Devo dire che mi ha fatto veramente piacere.

Il viaggio è volato via molto rapidamente e l'ho giudato praticamente tutto io. Una volta arrivati a Klagenfurt abbiamo subito cercato il nostro appartamento. L'accordo col proprietario era di avvisarlo quando eravamo a circa 30 minuti di macchina. Da bravo stordito mi sono pienamente dimenticato e così siamo andati ad effettuare la registrazione alla gara.


Arrivati all'Expo mi sono reso conto che "la fatidica notte di Luglio 2011" non è stata un sogno. Ero veramente nella lista degli iscritti e sono stato "segnalato" col braccialetto ed ora non mi restava che attendere la domenica.


Ho guardato gli stand con un po di superficialità il venerdì. Il mio pensiero principale era prendere i punti di riferimento per il nuoto e capire come fosse il tutto. Era pieno di gente con la muta che provava il percorso. In quel momento non avevo molta voglia di buttarmi in acqua e così ho rimandato al sabato. Avevo chiesto ad Emanuele di portare la sua muta per non farmi bagnare la mia prima della gara.


Il tempo è passato e la signora dell'appartamento ci sta aspettando. Abbandoniamo l'Expo ed andiamo alla casa. Quando l'abbiamo vista siamo rimasti senza parole. Cavolo che bella e l'ho trovata per puro caso in rete.


Ho dovuto tenere a bada la mia mente giusto il tempo di scaricare la macchina e sistemare le valige. Appena abbiamo finito il tutto ho aperto la busta e lo zaino che ho ricevuto all'expo. Devo dire che vedere tutto davanti crea il suo effetto, ma stranamente il mio livello di calma era ancora totale.


La sera arriva ed anche la fame così decidiamo di uscire a cena in un locale consigliato dalla proprietaria dell'appartamento. E' la prima volta che passeggio nel centro di Klagenfurt e devo dire che è proprio una bella città. Durante la cena mi si "blocca" la digestione quando si comincia a leggere su Facebook la possibilità che la muta sia vietata domenica. Su questo non posso farci nulla e vediamo di non rovinarmi la cena che è veramente ottima.


La sera si fanno quattro passi in città e si torna in appartamento. Preparo bene tutto il mio materiale per domenica e lo separo per bene. Non riempirò ancora le sacche perchè attenderò il sabato mattina per farlo. Finito il tutto crollo abbastanza presto con l'ansia del no-muta domenica. Inutile rovinarsi anche la dormita. La decisione finale verrà presa domani mattina alle 7.


Il sabato mattina arriva e dopo una bella colazione comincio la preparazione delle sacche. Era tutto pronto dal venerdì, mancava solo il mettere il tutto nelle sacche da consegnare. Solamente gli integratori sono rimasti fuori dalle sacche. Li inserirò domenica mattina prima della partenza.


Usciamo per Klagenfurt a fare quattro passi e qualche foto. Guardo su Facebook e nonostante fossi sotto un sole veramente caldo la doccia fredda non mi manca:
"[...]The IRONMAN Austria will be swum without neoprene suits. The lake is at 24,8 degrees Celsius right now and will get even warmer. Old-School Triathlon! (sj) [...]"
... mi prende la tristezza infinita! Ed ora? Non parto nemmeno? Che faccio?  Giuro che non sapevo proprio cosa fare. Preso da un momento veramente no ho chiamato il mio amico tri-maestro-supremo e quando ha risposto gli ho detto con una voce triste " ... muta vietata ed ora? ... " e con una bella chiacchierata è riuscito a farmi passare il momento no e tornare combattivo.


Si torna a casa molto meno triste, ricontrollo al volo le sacche e si parte per fare il bike check-in! Devo dire che nel momento che la mia piccolina ha passato il controllo dei giudici ed ho messo piede nella zona cambio del mio primo IM qualcosa dentro di me si è sentito: casso, è tutto vero!!!


Non era qualcosa di negativo, per me è stata una scarica di adrenalina per farmi dimenticare il no-muta per qualche momento. Faccio tutta la trafila, metto la bici al suo posto e poi sistemo le due sacche. Chiedo conferma ai giudici se domani mattina si può accedere alle sacche per le ultime cose. Mi dicono di si e felice esco.


Il "check-in" ufficiale è finito, ma ora manca una parte del mio personale ufficiosa. Dovevo ricontrollare alcuni riferimenti per il nuoto in particolare l'ingresso dal lago al canale finale. Arrivato sul canale ho preso una decisione dettata anche dal forte caldo. Mi sono spogliato in modo da rimanere in mutande e mi sono lanciato dentro a nuota per rinfrescarmi. Avrò fatto un 200/300m non di più però mi ha dato un forte stimolo e tranquillità per la gara.

Finito il tutto siamo andati a mangiare verso l'expo. Tornare a casa, mangiare e ritornare per il briefing non facevamo in tempo. Questo dettaglio è tornato utile perchè ho avuto modo di assistere ad una frazione di corsa dell'IronKids e devo dire che è stato bellissimo da vedere. Una volta finita la loro gara siamo andati a mangiare.

A pancia piena si ragiona meglio ed anche passeggiare per l'Expo è molto più piacevole. Abbiamo fatto un po di shopping e tra le altre cose abbiamo anche visto Chrissie Wellington che firmava autografi ed ho fatto anche la foto con lei.

E' arrivata l'ora del briefing e sinceramente si poteva anche saltare visto il livello della traduzione tra le slide in inglese e quello che veniva detto. L'anno prossimo vado a quello in inglese che è molto meglio! La parte piacevole è stata incontrare alcuni amici per salutarci dopo diverso tempo.

Ormai ho fatto tutto e bisogna solamente attendere il grande giorno. Ho fatto un giro per l'ultima volta all'Expo center e poi ho studiato nuovamente i riferimenti per il nuoto.

Arrivati a casa mi sono rilassato prima di cena. Dopo una bella mangiata con pasta al tonno sono uscito per strada a fare quattro passi mentre chiamavo casa per salutarli. Un po mi ha fatto effetto, ma non era la prima volta che li salutavo prima di una gara. Questa però era la prima volta che li salutavo prima DELLA gara che sognavo da ormai diverso tempo.

Verso le 22 sono stato "richiamato all'appello" su Facebook dall'amico Massimo che mi ricordava delle "140.6 Miles"della domenica e di andare a dormire. In effeti era proprio quello che stavo per fare. Ultimi saluti, ultime mail e la mia mente si è messa in stand-by in attesa della sveglia alle 04:00!

Ho letto in tanti blog che la notte prima del primo IM non si chiude occhio per la tensione. Chissà se sarà il mio caso. In quel momento ero pienamente rilassato. Avevo solamente un "rimpianto" in mente e nel cuore, ma non potevo farci nulla. Sapevo che avrei dovuto attendere il post gara per recuperare il tutto.

E fissando il soffitto mi sono detto: buona notte Andrea, goditi la tua probabile ultima notte da uomo normale ... :)

martedì 3 luglio 2012

Klagenfurt 2012 - Il sogno diventa reale [flash]

Mentre i piedi sono sulla sabbia ed i miei occhi fissano le tre boe davanti a me nella mia mente regnava un solo pensiero: purtroppo so bene perchè sono qua oggi! Il tempo passava ed io restavo rilassato senza pensare alle 140.6 miglia davanti a me. Pensavo solo al perchè le avrei fatte oggi. Ascolto l'inno austriaco e poco dopo il colpo di cannone. La mia gara partirà poco dopo in quanto ho voluto lasciare andare via il grosso dalla spiaggia prima di buttarmi nella mischia.

Non è stata una gara facile e lo ammetto. Non è stata la distanza a mettermi in difficoltà. Oltre ai 226km mi sarei trovato davanti un avversario degno di nota: CARONTE! Il caldo che ha dominato sovrano lo scorso weekend ha reso il tutto molto più arduo.

Ha provato a fermarmi in ogni modo. Prima facendo vietare la muta per poi farmi bollire in acqua dal caldo. In bici il caldo non ha mollato un secondo e si sentiva sempre di più. Durante la "distanza Regina" (=Maratona) veniva percepito in maniera superiore. Caronte, una cosa te la voglio dire dal cuore: ti sei messo di impegno ed hai fatto anche un ottimo lavoro, ma non hai considerato quanto sono testardo e quanto fossi motivato domenica. La tua ultima carta l'hai provata a giocare in Maratona, ma non sei riuscito a fermarmi ed io al traguardo ci sono arrivato.

Credo di non trovare parole migliori di quelle dell'amica Sofia per descrivere il mio arrivo ...

"Ti ho visto!!! Hai tolto il cappellino x farti dare la medaglia e poi hai portato le mani sul viso..." 
 ... ed io aggiungo ...
 " ... e con le mani al viso e la medaglia al collo sono scoppiato a piangere come non mai. Col volto pieno di lacrime dall'emozione, dai ricordi e dall nostalgia guardo la medaglia ed il mio cuore dice : nonnino, questa è per te!

... e con un mix di lacrime e sudore sul volto mi dirigo verso la rete per vedermi con Emanuele che mi ha supportato e tifato per tutta la gara. L'avevo visto pochi attimi prima di tagliare il traguardo e mi ero fermato a dargli un cinque per ringraziarlo di tutto.